Rosa Mundi Photos Installations

Les vestiges du jour

La rue arabe normanne  |Poitiers

Palazzo Marchetti | Malfa isola di Salina

estate 2020 



Humanity’s Condition

Sfera Armillare | trepidazione equinoziale 2019| 2020 Darsena di Sant’Elena a Venezia | Yacht Club Venezia



Gang City by Rosa Mundi 

Spazio Tethis nella Biennale di Venezia 2016 a cura del Politecnico di Torino DAD




Rosa Mundi Performance La Graphomane / La Graphomane 

Musica Mario Bajardi

Sceneggiatura e Coreografia Rosa Mundi

Suoni Natura  e Iris Pattyn | Voce di Rosa Mundi

Parole tratte da La Repubblica di Platone  e La Graphomane di Sophie Buyse

Performanti Figuranti Barbara Cammarata, Mario Bajardi, Rosa Mundi, Stella Wirz


Three photos set in three degraded neighborhoods of Palermo – the ZEN, the Conca d’Oro and Sferracavallo – become the setting for an improbable living nativity scene of our century. The birth of Jesus ideally represents the birth of a child rejected by society, whose parents are forced to give birth to him in a stable, a timeless symbol of maximum poverty in all places and in all centuries.
A boy and a girl interpret San Giuseppe and the Madonna, very young parents who receive no support from the world, from the town, from the state and are forced to raise their children in a makeshift place – the crib hut – set at the foot of the shopping center, in the ZEN stairway, that is the falling houses of Palermo, and the cemetery of the sailors on the Sferracavallo peninsula.

Tre foto ambientate in tre quartieri degradati di Palermo – lo ZEN, la Conca d’Oro e Sferracavallo – diventano lo scenario di un improbabile presepe vivente del nostro secolo. La nascita di Jesus rappresenta idealmente la nascita di un bambino rifiutato dalla società, i cui genitori sono costretti a darlo alla luce dentro una stalla, simbolo senza tempo della la povertà massima in tutti i luoghi e in tutti i secoli.
Un bambino ed una bambina interpretano San Giuseppe e la Madonna, dei giovanissimi genitori che non ricevono alcun sostegno dal mondo, dalla cittadina, dallo Stato e sono costretti a crescere i loro figli in un luogo di fortuna – la capanna del presepe – ambientata ai piedi del centro commerciale, nella scalinata dello ZEN ossia le case popolari cadenti di Palermo, ed il cimitero dei marinai nella penisola di Sferracavallo .

The “lupara borotalcata” represents the union between the broken purity, visible in the gaze of the “baby godfather” wrapped in the blue cloak that he stares at the target defiantly. The lupara, the weapon becomes a game, a toy in the hand of a hand unaware of its being. There perception of life and the value of life is gradually rarefied in the white talcum powder in which the lupara drowns.
The middle-class interactive games bring up the kids to belong to the Gang of good and evil where the strongest wins, where life has the value of a click to computer, one click on the web.
The “gang” phenomenon has taken on the appearance of an armed conflict between small rival armies. Whole areas of small and large metropolises presented confederations of territories that can be defined as free, that is, without a state or pre-established authority, control by the public police. Each place is dominated and “protected” by a gang.
If once the sphere of influence of the gang was only the block, the neighborhood, the ward, now, with the dizzying increase in the proceeds of activity illicit drugs, prostitution to receiving stolen goods. The gang has become a corporation whose tentacles span very large areas and even non-free places. Both its internal structure and its brutal efficiency have grown in parallel.
Each gang has a name, a uniform and a symbolic gesture of recognition, a sort of trademark copyright. They are the tough guys in the neighborhood village those that no one can challenge and look straight in the eyes of his interlocutor sure of being law because the law of the street is made by them day to day. The “tough” who spend all the time patrolling their territory and challenging rivals. And ‘them that fill the news legendary of poor neighborhoods. For them, the gang is not a mafia organization for profit, it is the purpose of their life.

La “lupara borotalcata”, rappresenta il connubio tra la purezza infranta, visibile nello sguardo del “baby padrino” avvolto nel manto blu che guarda fisso l’obiettivo con aria di sfida. La lupara, l’arma diventa un gioco, un giocattolo in mano ad una mano inconsapevole della suo essere. La percezione della vita e del valore della vita si rarefà via via nel bianco del borotalco in cui la lupara affoga.
I medi i giochi interattivi allevano i ragazzi all’appartenenza a Gang del bene e del male ove vince il più forte, ove la vita ha il valore di un click al computer, un click sul web.
Il fenomeno delle “gang” ha assunto l’aspetto di un conflitto armato fra piccoli eserciti rivali. Intere zone delle piccole e grandi metropoli presentato confederazioni di territori definibili come liberi, ossia sprovvisti dello Stato o dell’autorità precostituita, il controllo della polizia pubblica. Ciascun luogo è dominato e “protetto” da una gang.
Se una volta la sfera di influenza della gang era soltanto l’isolato, il quartiere, il rione, adesso, con l’aumentare vertiginoso dei proventi di attività illecite dalla droga, alla prostituzione alle ricettazione. La gang è diventata una corporation i cui tentacoli si estendono su zone molto estese ed anche i luoghi non “Liberi”. Tanto la sua struttura interna quanto la sua brutale efficienza sono cresciute in parallelo.
Ogni gang ha un nome, una divisa e un gesto simbolico di riconoscimento una sorta di copyright di marchio. Sono i duri del villaggio del quartiere quelli che nessuno può sfidare e guardano dritto negli occhi il suo interlocutore sicuri di essere legge perché la legge della strada la fanno loro giorno per giorno. I “duri” che passano tutto il tempo a pattugliare il proprio territorio e a sfidare i rivali. E’ di loro che si riempiono le cronache leggendarie dei quartieri poveri. Per loro la gang non e’ un’organizzazione mafiosa a scopo di profitto, e’ lo scopo della loro vita.

The average age of the Gang is getting lower and lower, the new recruits are kids between thirteen and fifteen. The gang don’t need to recruit children with strength, it is a voluntary and natural joining movement because endocrine, they are the ones who volunteer, eager to have their purpose for living and dying.
Numerous classical institutions, such as the family, the school, the church have gradually rarefied, the Gang becomes a place of belonging with the non awareness and awareness on the part of the child and adolescent of his being a contrary free field.
The typical profile is that of a boy raised by a single parent, often alcoholic, unemployed or drug addicted. One of the factors that favoring gang proliferation is not what gang members are increasing but what parents are increasing like these and therefore the children without parents.

L’età media della Gang è sempre più bassa, le nuove reclute sono ragazzini fra i tredici e i quindici anni. La gang non hanno bisogno di reclutare i bambini con la forza, è un movimento di adesione volontario e naturale perché endocrino, sono loro a offrirsi volontari, desiderosi di avere anche loro uno scopo per cui vivere e morire.
Numerose istituzioni classiche, come la famigli, la scuola, la chiesa si sono via via rarefatte la Gang diventa luogo di appartenenza con la non consapevolezza e coscienza da parte del bambino e adolescente del suo essere un campo contrariamente libero.
Il profilo tipico e’ quello di un ragazzo allevato da un solo genitore, spesso alcoolizzato, disoccupato o tossicodipendente. Uno dei fattori che favoreggiano il proliferare della gang non e’ quello che sono in aumento i membri delle gang quanto quello che sono in aumento genitori come questi e pertanto i figli senza genitori.

La graphomane

ἰδὲ γὰρ ἀνθρώπους οἷον ἐν καταγείῳ οἰκήσει σπηλαιώδει, ἀναπεπταμένην πρὸς τὸ φῶς τὴν εἴσοδον ἐχούσῃ μακρὰν παρὰ πᾶν τὸ σπήλαιον, ἐν ταύτῃ ἐκ παίδων ὄντας ἐν δεσμοῖς καὶ τὰ σκέλη καὶ τοὺς αὐχένας, ὥστε μένειν τε αὐτοὺς εἴς τε τὸ πρόσθεν μόνον ὁρᾶν, κύκλῳ δὲ τὰς κεφαλὰς ὑπὸ τοῦ δεσμοῦ ἀδυνάτους περιάγειν, φῶς δὲ αὐτοῖς πυρὸς ἄνωθεν καὶ πόρρωθεν καόμενον ὄπισθεν αὐτῶν, μεταξὺ δὲ τοῦ πυρὸς καὶ τῶν δεσμωτῶν ἐπάνω ὁδόν, παρ᾽ ἣν ἰδὲ τειχίον παρῳκοδομημένον, ὥσπερ τοῖς θαυματοποιοῖς πρὸ τῶν ἀνθρώπων πρόκειται τὰ παραφράγματα, ὑπὲρ ὧν τὰ θαύματα δεικνύασιν (La Repubblica di Platone VII 514 a – b)

Biennale del Sale | Pietralia Soprana – Sicily 2017

Screenplay and Choreography | Rosa Mundi

The performance tells of four prisoners tied one by one, so that they cannot turn around, sitting on the ground at the bottom of a cave. Outside the cave there is the world that moves and rumors. Music composed by Mario Bajardi in the background. The echo and rumble of the world enters the cave, modifying its human perception. Behind them, behind the cave wall, there is an intense fire, a real and imaginary projection of the prisoners generated by their shadows united to the real world. One of the prisoners incessantly writes letters in a notebook and gradually crunches them up and throws them on the ground.The texts of the letters are in French and are taken from the novel by the Belgian psychotherapist Sophie Buyse, published in 1995 by L’Ether Vague Patrice Thierry.The well-known psychotherapist wrote the numerous letters that make up her novel on the occasion of a scientific internship that led in 1990 within the walls of the historic psychiatric institute of the island of San Clemente in Venice, now transformed into a luxury hotel.

The four prisoners embody the genres of being attributable to Plato’s work, in binomial, that is, to the sensible and the intelligible.

Shadows are the reflection of our imagination, our fears, our nightmares and fears.The installation of Rosa Mundi represents life and its becoming in cyclic ritual infinite real birth and death and vice versa.The wall and the projections on it represent the frontier between the unreal imaginary nourished by the human mind, the barrier and the prison of our soul.Letters, unilateral correspondence correspond to the passage and metamorphosis of immaterial ideas into written material words.Salt and fire represent the passage, the liberating act that allows the prisoner, freed and released from the group, to pass from sensitive to intelligible knowledge. The rite of salt and fire sanction the liberating act of our thought which gets rid of fears and negativity and looks at the truth without any fear.Overcoming the fear of the glow of the light and his blinding the gaze of the man imprisoned and used to living exclusively in his imagination, one of the prisoners defeats his fear, gets rid of the chains, gets up, takes the crumpled letters on the ground of the Graphomane and throws them on the fire with salt.The released prisoner approaches the projection of the fire and takes the salt darkened by the flames with the scorched paper and throws it on the installation of Rosa Mundi that lights up, revealing the strength of true knowledge, the good and the beauty of the ideas free from the median ones of pure imagination, based essentially on the senses and not on knowledge.

Mario Bajardi’s music composed with Rosa Mundi for the performance “La Graphomane” is a succession of sounds of the imaginary thoughts of the prisoners, the swiping of the pen on the writing paper, the flames of the reflected fire, the sound of salt on the brazier, the sound shaman of true knowledge interpreted by Iris Pattyn, some words taken from Plato’s Republic and from the psychological novel by Sophie Buyse La Graphomane.

Sceneggiatura e Coreografia | Rosa Mundi 

La performance narra di quattro prigionieri ( Mario Bajardi, Barbara Cammarata, Rosa Mundi, Stella Wirz)  legati uno ad uno, in modo da non potersi voltare, seduti a terra in fondo ad una caverna. Fuori dalla Caverna c’è il mondo che si muove e vocifera. Musica composta da Mario Bajardi in sottofondo. L’eco ed il rimbombo del mondo entra nella caverna modificandone l’umana percezione.  Dietro di loro, a ridosso del muro della caverna, vi è un fuoco intenso una proiezione reale ed immaginaria dei prigionieri generata dalle loro ombre unite al mondo reale. Uno dei prigionieri scrive incessantemente delle lettere su un taccuino e via via le accartoccia e butta per terra.  I testi delle lettere sono in francese e sono tratti dal romanzo della psicoterapeuta belga Sophie Buyse, Edito nel 1995 da L’Ether Vague Patrice Thierry.

La nota psicoterapeuta ha scritto le numerose lettere che compongono il suo romanzo in occasione di uno stage scientifico che ha condotto nel 1990 tra le mura dello storico Istituto psichiatrico dell’isola di San Clemente a Venezia, oggi trasformato in albergo di lusso.

I quattro prigionieri incarnano i generi dell’essere riconducibili all’opera di Platone, in binomio, ossia al sensibile ed all’intellegibile. Le ombre sono il riflesso della nostra immaginazione, le nostre paure, i nostri incubi e timori.L’istallazione di Rosa Mundi rappresenta la vita ed il suo divenire in ciclica rituale infinita reale nascita e morte e viceversa.Il muro e le proiezioni su di esso rappresentano la frontiera tra l’irreale immaginario nutrito dalla mente umana, la barriera e la prigione della nostra anima.Le lettere, la corrispondenza epistolare unilaterale simboleggiano il passaggio e la metamorfosi delle idee immateriali in parole materiche scritte. Il sale ed il fuoco rappresentano il passaggio, l’atto liberatorio che permette al prigioniero, liberato ed uscito dal gruppo, di passare dalla conoscenza sensibile a quella intelligibile. Il rito del sale e del fuoco sanciscono l’atto liberatorio del nostro pensiero che si libera delle paure e delle negatività e guarda alla verità senza alcun timore. Superando il timore del bagliore della luce ed il suo accecare lo sguardo dell’uomo imprigionato e abituato a vivere esclusivamente nel suo immaginario, uno dei prigionieri sconfigge la sua paura, si libera della catene, si alza, prende le lettere accartocciate per terra della Graphomane e le butta sul fuoco con il sale. Il prigioniero liberato, si avvicina alla proiezione del fuoco e prende il sale imbrunito dalle fiamme con la carta bruciacchiata  e lo getta sull’istallazione di Rosa Mundi che si illumina, rivelando la forza della vera conoscenza, il bene e la bellezza delle idee libere da quella mediane della pura immaginazione, basata essenzialmente sui sensi e non sulla conoscenza.La musica di Mario Bajardi composta con Rosa Mundi per la performance “La Graphomane” è un susseguirsi di suoni del pensiero immaginario dei prigionieri, lo strisciare della penna sulla carta da lettere, le fiamme del fuoco riflesso, il rumore del sale sul bracere, il suono sciamano della vera conoscenza interpretato dalla Iris Pattyn , alcune parole tratte dalla Repubblica di Platone e dal romanzo psicologico di Sophie Buyse La Graphomane.

Virtual Mapping Amid Animals Morph empathic Physiognomy /Virtual Mappatura Morfoempatica Fisiognomica Transanimale |

Original Location – In the middle Mediterranean  apple’s eye, Rosa Mundi,  installazione/multimedia art                                                      

Partendo dalla creazione della Camera Oscura nel Libro Magia naturalis di Giovan Battista Della Porta nel 1586 (umanista napoletano, autore dell’Humana Physiognomonia in cui è tracciato il ritratto psicologico e morale dell’uomo a partire dal suo aspetto fisico complessivo) Rosa Mundi elabora e prosegue un’opera che indaga l’empatia estetica/materica/fenomenologica/spirituale/animale. Un viaggio ed una ricerca sull’empatia che parte dall’occhio animale costruito con lo stesso principio della camera oscura dove la lente dell’obiettivo corrisponde al cristallino, il foro di entrata della luce alla pupilla, oltre la quale si trova la camera oscura dell’occhio (sul fondo della retina le immagini vengono proiettate attraverso un processo cerebrale). La comunicazione tra due camere oscure meglio descrive la capacità di immedesimazione, considerata come intuizione, che consente l’accesso agli ambiti delle vita psichica e sensoriale. Attraverso un numero imprecisato di grandi foto di occhi di esseri viventi, (animali, uomini) stampate su seta inamidata (tirate e incorniciate in una camera oscura e tagliate all’altezza della pupilla) il pubblico scruterà il secondo strato (la camera oscura) detentrice delle immagini Virtual life della vita di quell’occhio con un micro video di 9 secondi. Sul retro un ulteriore strato con al centro una pupilla ma ai lati la proiezione riflessa dello scorrere della Virtual Life empaticamente visibile ai lati della pupilla.  Video arte con creazione video a scorrimento veloce virtual life di corrispondenza daranno il senso ritmato del tempo dato all’empatia, un percezione immediata definita intuizione. Due osservatori occasionali partiranno da parti opposte nel loro viaggio empatico transanimale, incrociandosi nel loro vagare ed osservare nella camera oscura. L’osservatore dovrà passare ogni singolo occhio e scrivere su un pannello touchscreen cinque parole (Visus oltre + 4 sensi primitivi)  di getto su ogni esperienza empatica vissuta, avrà 4.5 secondi per scrivere (ricollegandosi al ritmo spazio tempo dell’intuizione empatica). In ogni pupilla l’osservatore potrà stare il tempo necessario alla visione del video Virtual Life retroproiettato e passare alla pupilla successiva, 9 secondi non un secondo di più. Questo suo procedere sarà a piedi nudi e sul pavimento ci saranno modalità diverse di passaggio, sabbia acqua, fango, borotalco, vento, calore. Alla fine, nelle ultime due pupille ci saranno anche le cuffie, e si vedranno reciprocamente scorrere le 5 parole moltiplicate per le pupille viste, incrociate con le parole dell’altro contemporaneo osservatore occasionale. Qualora ci fosse coincidenza tra le parole dei due individui, un suono corrispondente allo sbattimento di ali trasformato in produzione in Infrasuono con la corrispondente proiezione di un fortissimo profumo di essenza di rosa.

Starting from the creation of the darkroom in the book Magia naturalis of Giovan Battista Della Porta in 1586 (Neapolitan humanist, author of Humana Physiognomonia where you traced the man’s moral and psychological portraits from his physical appearance overall) Rosa Mundi shall develop and pursue a work that explores the aesthetic empathy/spiritual phenomenological material///animal. A journey and a search on empathy from animal eye built on the same principle of the darkroom where the objective lens is the lens, light the entrance wound to the apple of eye, beyond which lies the dark Chamber of the eye (retinal images are projected on the bottom through a process of the brain). Communication between two darkrooms best describes the ability of empathy, regarded as intuition, allowing access to the areas of consciousness and sensory.

Through an unknown number of large photos of eyes of living beings (animals, men) printed on silk starched (tugs and framed in a darkroom and cut instead of the apple of eye) the audience will discover a second layer behind transparent linen (darkroom) on which will be projected to the negative from the video projector images of Virtual life with a short video of 9 seconds. The rushing virtual life will sense the rhythm of time of empathy, an immediate perception also called intuition

Two Casual observers will depart from opposite sides on their journey between animal crossing be empathetic. The observer will take 4 seconds to write 1 + 4 (primitive senses) words on touchscreen on each empathic experience lived. Will barefoot and on the floor there will be different materials sand water, mud, talcum powder, wind, heat. In the end, the last two pupils there will also be the headphones, and you will see each other through the 5 words multiplied for pupils views, with the words of another contemporary observer occasional cross. If there is coincidence between the words of two individuals, a sound that matches the flapping of wings, transformed into production in Infrasound with corresponding projecting a strong scent of rose essence.