1991 IL MANIFESTO DEL NEOSPAZIALISMO DI ROSA MUNDI

 

Rosa Mundi Identity
La cifra stilistica di Rosa Mundi , la sua firma, la sua impronta oltre la sua umana identità

30 ANNI DI NEOSPAZIALISMO DELL’ARTISTA ROSA MUNDI

Rosa Mundi nel 1991 nel silenzio della sua stanza, al terzo
piano in Rue d’Austerliz tra le Colombage di Strasburgo, a
quasi cinquant’anni dalla nascita dello Spazialismo, scriveva il
suo “Manifesto Neospaziale”, figlio della sua passione per il
movimento spazialista, da lei definito una “rivoluzione silenziosa
dell’arte”. Nel corso della sua vita come artista, pensatrice filosofa
e giurista ritorna ciclicamente sul manifesto, arricchendo la sua
visione ed il suo teatro del mondo.
I ° MANIFESTO NEOSPAZIALE
“L’esistenza è un pensiero spaziale che non conosce il peso della
legge di gravità, né la tridimensionalità della materia. L’arte è
eterna ed immortale, come il pensiero che viene e va. L’arte è la
piuma che scavalca la cinta muraria.”
Strasburgo, 1990 Rosa Mundi
II ° MANIFESTO SPAZIALE
“Il pensiero vive e sopravvive al nostro corpo, oltre l’orologio
del tempo apparente e l’orologio dello spazio apparente. La
prospettiva dello spazio è slegata dalla prospettiva dell’occhio
umano. La prospettiva spazio-temporale è libera. L’arte è la
chiave della porta, il verbo per poter accedere ad una visione
cosmica. Il tempo non esiste è percezione apparente dell’umano
sentire. Lo spazio è il vuoto. Il pieno è mobile nell’infinito
non tempo”
Venezia, 1993 Rosa Mundi
III ° MANIFESTO SPAZIALE
“Il pensiero si fa materia, senza perdere la sua trasparente purezza.
L’occhio lo vede mentre scende nell’orizzonte della mente, nella
stanza dello spirito. La sua caduta è celere, impercettibile e
silenziosa. Volteggia nell’etere e quando si rivela, si illumina come
un fiore di primavera. Il pensiero esiste a prescindere dalla sua
materia. L’attimo in cui si rivela, attraverso il gesto artistico, lo
rende visibile. Inizia così il lungo viaggio del pensiero, si legge,
si trasforma e rivive particella dopo particella del tutto, nella
moltitudine dei suoi passaggi. ”
Roma, 1996 Rosa Mundi
IV ° MANIFESTO NEOSPAZIALE
“La memoria è un’illusione, uno squarcio nel pensiero, il buco
nero dove tutto ha una fine ed un inizio, tutto si trasforma e nulla
si distrugge. La mente la contiene in un unico scrigno che non ha
dimensioni, né confini, né limiti. La memoria è sottile come un
foglio di carta. La sfera armillare gira. La visione la trapassa come
carta da zucchero ed è rivelazione.”
Parigi, 2001 Rosa Mundi
V ° MANIFESTO NEOSPAZIALE
“La galassia si lascia attirare dal buco nero, risucchiata oltre la
sua pupilla, in un’altra dimensione, oltre il visibile e l’invisibile del
limite: il nostro occhio. Sapere guardare è sapere immaginare,
oltre il pensiero di un’immagine apparentemente chiara e nitida.
Vedere oltre è guardare, ascoltare, sentire, annusare senza alcun
atto di fede, ponendosi semplicemente il dubbio oltre l’umano
visibile. Le particelle si scompongono, entrano in fila una dopo
l’altra e rinascono in una altra dimensione invisibile, oltre il muro
dello spazio definito. Il muro del tempo non ha spessore. Il muro
del tempo è un passaggio tra due quinte di teatro.”
Deauville, 2006 Rosa Mundi
VI ° MANIFESTO SPAZIALE
“La luce è energia, è vita. La luce si ramifica dentro l’immagine. La
luce pennella il mio sguardo di ogni infinito secondo. S’intreccia
oltre l’ombra delle mie ciglia. Credo di vedere. Ma vedo quello
che voglio vedere, la proiezione del mio passato e del mio sapere
come una grande lente colora la mia visione. Con lo scalpello del
dubbio, supero il limite. Le ombre e i buchi neri mi portano oltre
ogni mio limite spazio-temporale. Vedo l’infinito possibile. Non
ho alcun di toccarlo. La musica si compone di una unica melodia,
scomposta in mille suoni: densità armonica. La paletta dell’artista
squarcia il limite.”
Palermo, 2009 Rosa Mundi
VII° MANIFESTO NEOSPAZIALE
“Strati, su strati, ed ancora strati, coperte di umano trascorre
vestono il tempo dello spazio, in una infinitamente piccola
porzione dell’Universo. L’umanità in cammino lascia piccoli
granelli della sua memoria, materia magmatica si fonde con la
carne, divenendo pietra. Smagliature di luce e pensieri silenziosi si
uniscono nella medesima colonna, una dopo l’altra in processione.
Siamo i troubadour i Bambari i cantastorie di granelli spaziotemporali
consapevoli della propria iniziatica funzione sociale.”
Palmyra, 2011 Rosa Mundi
VIII° MANIFESTO NEOSPAZIALE
“La sospensione della materia ed il peso della memoria qui
si incontrano, nel silenzio del mondo oltre i confini del tempo.
Nessun dolore, nessun rancore ma timida leggerezza di un
pensiero lineare. Lo spirituale scorre nelle vene. Non c’è spazio
per categorie, numeri, frazioni e coordinate cartesiane. Il
pensiero non ha geometria, né geografia, vive e sopravvive nel
suo sovvenire. L’arte è puro pensiero. L’arte è rivoluzione, oltre il
pensiero costituito oltre ogni confine geografico. L’arte è la piuma
che oltrepassa il muro”
Nuweba (Sinai), 2017 Rosa Mundi
IX° MANIFESTO NEOSPAZIALE
“Tocco l’infinito dentro la materia, tutto tace, tutto dorme, tutto
esiste, non c’è né inizio né fine oltre il movimento nella memoria”
Massa Carrara, 2020 Rosa Mundi
X° MANIFESTO NEOSPAZIALE
“Vedo la musica, sento la materia, ascolto la luce, vivo e viviamo
nella nascita, morte e rinascita dell’arte. La piuma trapassa il
muro.”
Dakar, 2024 Rosa Mundi

 

3333 d.C.
Marmo nero del Belgio, Occhio di tigre, ottone
Belgian black marble, tiger’s eye, brass
2022
Esposizione Internazionale d’Arte
La Biennale di Venezia, Padiglione San Marino
Il giardino delle Vergini, Palazzo Branciforte,
Fondazione Sicilia, 2024
Lo sfruttamento del sottosuolo terrestre genera
lo svuotamento del suo nucleo centrale, mentre
gli oceani prendono fuoco. I fiumi si prosciugano.
La terra brucia. Il mondo si carbonizza e smette
di respirare. Scoppia. La previsione di Rosa
Mundi della fine del Mondo è qui rappresentata
con il gesto artistico della scelta dei materiali:
il marmo nero del Belgio e l’occhio di tigre.
Il primo composto per il 99% di petrolio, tra i
marmi più rari e pregiati al mondo, mentre il
secondo è l’emblema del legno fossilizzato.
L’attimo dell’esplosione riporta il Tempio di Baal
a Palmyra, nel cuore della Siria.
The exploitation of the Earth’s subsoil leads to
the hollowing out of its central core, while the
oceans catch fire. Rivers dry up. The earth burns.
The world carbonizes and stops breathing.
It explodes. Rosa Mundi’s vision of the end
of the world is here expressed through the
artistic gesture of material choice: Belgian black
marble and tiger’s eye. The former, composed
of 99% petroleum, is among the rarest and most
precious marbles in the world, while the latter is
the emblem of fossilized wood. The instant of
the explosion brings us back to the Temple of
Baal in Palmyra, in the heart of Syria.

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