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Rosa Mundi  nasce in coincidenza delle coordinate 5° 26’23 ‘’ N 12° 19’ 55’’ E. RM è uno pseudonimo d’artista.

Vive tra due isole di mare e un’isola di fiume. Prestata all’arte ed alla fotografia da più di un ventennio, viaggiatrice instancabile, predilige trasporre in arte ed in fenomeni artistici vicende reali del quotidiano e fenomenologie ambientali. Il suo percorso laboratoriale parte dalla fotografia, reinterpretando in un fantasioso dialogo costante la realtà e l’immaginario, per spingersi a produzioni video ed ad manifatture ed istallazioni miste di vetro, tessuto, ferro, acciaio a strutture lignee. Frequenta i corsi di Pittura, Scultura, Coreografia e Storia dell’Arte dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, l’Accademie des Beaux Arts di Strasburg, l’Ecole Martenot di Paris. Dal 1992 ad oggi ha esposto ad Amsterdam, Strasburgo, Venezia, Parigi, Deauville, Vimoutiers, Canapville, Neuilly sur Seine, Il Cairo, Nuweba, Ras Saitan, Messina, Tindari, Selinunte, Taormina, Palermo, Salemi, Castelporrona (Grosseto), Montecarlo (Lucca), Siena.

Nel 2016 viene selezionata dal Politecnico di Torino per esporre nello spazio arte Thetis alla Biennale Internazionale Architettura di Venezia 2016 all’Arsenale da maggio a novembre 2016 nella mostra Gang City con la sua opera Lupara al Borotalco. Partecipa anche alla Biennale Arte Contemporanea di Venezia 2011.

Sempre nel 2016 Rosa Mundi porta a compimento una grande progetto scritto nel 2009, ossia una grande performance interdisciplinare dal nome BIAS – tra Venezia e Palermo – coinvolgendo più di 77 artisti provenienti da tutto il mondo nell’innovativo concetto di Biennale transnazionale di arte incentrata sulla spiritualità dell’artista, al posto della nazionalità o della lingua che parla. Espone al Museo RISO- Palazzo Belmonte, nella Cattedrale di Palermo, a Palazzo delle Aquile e nella Chiesa dei Teatini. La BIAS (www.biasinstitute.it) è un appuntamento biennale che si svolge principalmente in Sicilia, isola che l’artista ha eletto tra le sue principali terre ispiratrici per poi aprirsi a tanti altri luoghi e città storiche tra Europa, Asia, Oriente, Africa nelle settimane successive all’inaugurazione.

In occasione di questa Biennale Rosa Mundi lancia un appello a tutti gli artisti contemporanei, di ogni nazionalità, lingua e religione, perché si confrontino con un tema specifico nella propria ricerca laboratoriale in una dialettica viva e costante aperta alla comunità degli artisti di tutto il mondo.  Per alcuni artisti e curatori la BIAS è stata definita una sorta di grande performance ma in realtà Rosa Mundi ha sempre specificato che la BIAS vuole essere una grande occasione di incontro e di promozione tra tutti gli operatori dell’arte che nel modo più autentico possono incontrarsi e superare i limiti di un mondo in cui l’arte, sempre merce di scambio e d’investimento finanziario, ha perso parte della sua vocazione più profonda ed integrità. Per l’artista ha assunto ed assume tutt’oggi un grande rilievo il ruolo della committenza, pubblica o privata e del mecenatismo. L’artista nel suo linguaggio di ieri e di oggi guarda con occhio anticipatore al presente ed al futuro, non tralasciando mai i codici del passato. Per queste ragioni Rosa Mundi ha scelto sin dal 1992 di non apparire con il suo vero nome e di non dare in pasto al mondo, sempre più socialweb, le sue vere sembianze proprio per lasciare che la sua arte esista, a prescindere dalla sua apparenza e dalla sua immagine, per dare interamente il posto alle sue produzioni che gli sopravviveranno.

Rosa Mundi ha sviluppato numerose tecniche in cui la tridimensionalità o la mera bidimensionalità non è data dalle tecniche fotografiche o computerizzate ma dalla ricerca dello spazio infinito dentro l’opera e della capacità dell’opera di ricrearsi e riprodursi in stretta connessione con il luogo in cui viene collocata e per il quale viene pensata. Ma vi è di più, il patto tra Rosa Mundi ed il collezionista, celato nelle fibre dell’opera.

Il concetto spaziale di Fontana rivive e nidifica nelle opere di Rosa Mundi.

Le opere di Rosa Mundi evocano un “non luogo”  ricreando nelle trasparenze del vetro l’essenza filosofica delle sue riflessioni, senza cedere mai in un mero concettualismo. Rosa Mundi guarda alla filosofia decodificandola in immagini riflesse che si intersecano ed abbracciano le une con le altre. La chiave dell’opera in parte manifesta, dimora celata nel patto tra Rosa Mundi e il collezionista, il mecenate, a colui che sceglie la sua opera.

Un messaggio subliminale, infatti, è racchiuso tra le fibre delle sue opere. Questa verità rivelata è parte  rilevante della sua opera, è il cuore pulsante e vivente di un’artista che vuole supera il limite temporale della propria esistenza umana.

Per il 2020 è in programmazione una mostra personale a Valdobbiadene e a Palermo, nonchè alla BIAS 2020 sul teme “The game of the time, the time of the game”.

Nel 2019 ha esposto in Italia in Sicilia, in Veneto ed in Piemonte al Castello di Morsasco, in Piemonte, in Sicilia, in Francia, in Egitto, in Australia ed .
Nel novembre del 2016 presso il Castello di Morsasco si tiene una sua personale fotografica dal titolo The Stone patrocinata da Asso Castelli e dalla Regione Piemonte.

Nel 2017 e nel 2018 ha esposto in Egitto, in Olanda ed in Italia. Nel 2016 partecipa all’esposizione internazionale finlandese a Helsinki denominata Piexelache con una installazione Video Virtual Mapping Admid Animals Morph Empathic Phisiognomy sul tema della empatia, rielaborando i principi della camera oscura di Gian Battista La Porta.

Da febbraio 2016 è co-worker di Dimora Oz.
Nel 2015 espone a Palazzo Monte di Pietà a Palermo con la mostra dal titolo Sicilia – Il Volto di una umanità patrocinato dall’ABI itinerante nelle sedi centrali delle banche italiane. Nel 2015 si cimenta nella scrittura della sceneggiatura e co-regia del film “L’altra faccia di Corleone”.
Nel 2014 espone nella mostra collettiva “The Power of Diversity” – per l’UNESCO DESS dentro la Chiesa serpottiana dei Tre RE nella Palermo, città ai tempi in corsa per la nomina di patrimonio mondiale dell’Unesco.